Le quattro fasi delle Asana

Le Asana sono le posture, cioè quelle strane posizioni fisiche che caratterizzano lo Yoga. Ogni Asana si compone sempre di quattro fasi: la preparazione, la presa della posizione, il mantenimento e l’osservazione.
Vediamo la preparazione. Prima di cominciare una Asana bisogna concentrarsi su di essa eliminando ogni altro pensiero. Chiudere gli occhi e pensare solo al corpo, sentendo bene cosa avviene in esso.
Poi la presa di posizione. Questa fase, sempre in ascolto del corpo, viene fatta lentamente. Ogni movimento è disteso e sciolto, come se il corpo adottasse nel modo più naturale la posizione scelta. Agire senza forzature e senza movimenti bruschi.
Il mantenimento della posizione avviene restando immobili per un certo tempo nella forma raggiunta. Più noi ci concentriamo in essa, più i muscoli si adattano plasmandosi; e l’effetto sarà migliore. Però non dobbiamo perdere il controllo del respiro o adottare un rimo artificiale. Il soffio deve entrare e uscire naturalmente. L’ideale è potersi calare nella posizione senza alcuno sforzo, approfondendola.
L’osservazione, infine, va fatta durante il relax che segue l’immobilità. Quest’ultima fase serve per vedere come il corpo ha reagito all’esercizio. Il tempo di questo riposo è proporzionato alla durata dell’Asana e viene dedicato alla ricerca delle sensazioni che emergono spontaneamente.
Al termine dell’intera seduta il relax che segue è quindi molto più lungo, perchè serve anche a fare il bilancio dell’insieme delle Asana sperimentate.
Per quanto riguarda, invece, le posizioni più difficili, dobbiamo procedere con molta gradualità, specialmente se si è agli inizi.
Ognuno di noi ha le sue posizioni facili e le sue posizioni più difficili; quindi non bisogna scoraggiarsi. L’importante è eseguire i movimenti nella giusta direzione, impegnando al massimo le proprie capacità ma con il minimo sforzo, insistendo un po’ più nella posizione raggiunta.

“Lo Yoga a quadretti”  Mimma Signifredi